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lunedì 20 luglio 2020

Ripartiamo dal Montefeltro, escursione alla Rocca di Maioletto

Repubblica di San Marino - Foto di Gabriele Greppi

In genere sul mio blog trovate pochissime foto di me, questa immagine è un'eccezione, è stata scattata da Gabriele in lungo week-end di Giugno, il primo che abbiamo potuto fare dopo il lock-down causato dalla pandemia Covid - 19.

Caffè Grand'Italia, Novafeltria - Foto di Monica Gatti

Ci siamo recati nelle terre del Montefeltro. 
Abbiamo alloggiato a Novafeltria, nella bella Villa Magda e ci siamo lasciati conquistare dalla semplicità della vita di paese, dai suoi ritmi tranquilli scanditi da piccoli riti: la colazione al Caffè GrandItalia, le visite ai parenti e le cene nei ristoranti della zona, dove la ghiottoneria di Gabry ha trovato piena soddisfazione alla Locanda Abruzzese gestita dall'impareggiabile Laura.

Ristorante La Locanda Abruzzese, Villa Verucchio - Foto di Monica Gatti

Tuttavia, il primo ed il secondo giorno, presi dall'euforia della ritrovata libertà, ci siamo messi on the road sull'E45 e abbiamo macinato km che ci hanno portato in Umbria, in Toscana e nella piccola Repubblica di San Marino.

Città di Castello, Umbria - Foto di Monica Gatti

Il tempo è stato clemente, soleggiato ma con un delizioso vento che rendeva piacevole girare per le vie che un tempo avevano visto passeggiare ragazzina Monica Bellucci, il cui volto da Madonna rinascimentale è stato immortalato magistralmente nel film Malena di Tornatore.

Anghiari, Toscana - Foto di Monica Gatti

Solo verso Anghiari il tempo si è leggermente rannuvolato e un breve scroscio di pioggia ha reso più afosa la serata.

Frana di Maioletto, - Foto di Monica Gatti

La giornata più bella è stata però quella che abbiamo dedicato interamente all'escursione che ci ha portato ai resti della Rocca di Maioletto.

Sulla Rocca di Maioletto esiste una leggenda nera, si narra che nel castello venissero compiuti dei balli angelici, vale a dire balli pagani ed orgiastici e per questo motivo Dio decise di punire gli abitanti del castello e del borgo distruggendoli con una frana. In realtà il castello ed il borgo sorgevano su un monte a forte componente argillosa, quindi facile a subire smottamenti.

Fiori lungo il sentiero che porta alla  Rocca di Maioletto - Foto di Monica Gatti

Lungo il sentiero che porta alla Rocca potrete ammirare il piccolo cimitero dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale, oggetto di un recente restauro e la chiesa di San Rocco, dopo di che ci si inoltra nel bosco, dove è un tripudio di pungitopo, e fiori le cui corolle vanno dall'arancio acceso al lilla, al giallo.

dalla cima della Rocca di Maioletto - Foto di Monica Gatti
Arrivati in cima, dopo una ripida salita dove dovrete utilizzare anche delle corde, si apre un panorama spettacolare: avete una visuale sull'intera valle che spazia da San Leo a San Marino, potete ammirare i calanchi, ma soprattutto prati erbosi ricchi di colori e il contrasto tra il cielo azzurro e il giallo delle Ginestre.

Pungitopo e Ginestre, escursione alla Rocca di Maioletto - Foto di Monica Gatti
Con questa escursione mi sono resa conto che la "grande bellezza" del nostro Paese è a due passi da casa e che esistono luoghi quasi sconosciuti che nulla hanno da invidiare a quelli più rinomati. La "piccola Italia", quella dei borghi poco noti nulla ha da invidiare alle mete più note.

Veduta dalla Rocca di Maioletto - Foto di Monica Gatti
Rientrati a Villa Magda, che avevamo tutta per noi, abbiamo concluso la giornata cenando in terrazza: jeans, maglietta, piedi nudi, un bel bicchiere di spumante, ciliegie e pizza al taglio.
Abbiamo brindato così alla ritrovata libertà di viaggiare e di lasciarci meravigliare della bellezza di casa nostra.



domenica 27 ottobre 2019

Vai a Volterra!

Vedute di Volterra - Foto di Monica Gatti
Carissimi, eccomi qui in grande ritardo con il mio ultimo post che completa i miei tre giorni passati in Toscana. Il tour termina a Volterra, bellissimo borgo pieno di suggestioni che ha ispirato scrittori del recente e lontano passato e naturalmente cineasti. 
Per noi book lover che continuiamo a sentirci eterni ragazzi, anche se siamo ormai adulti, Volterra è la città dove Gabriele D'Annunzio, soggiornando presso l'Hotel Nazionale (ancora esistente), prese ispirazione per scrivere quello che Proust definì "merveilleux roman": Forse che si, Forse che no. Il libro ci regala una delle più intriganti femme fatale del panorama letterario italianola sensuale, a tratti sadica, Isabella Inghirami, amante dell'aviatore Paolo Tarsi, 
Per i ragazzi che l'editoria inscatola nella bislacca definizione di "young adult", Volterra è invece la città dei Volturi, il potente clan dei Vampiri legato alla saga di Twilight, ideata da Stepheny Meyer.

Museo Etrusco Guarnacci - Foto di Monica Gatti

Volterra ha molti volti: quello antico che vi porta a scoprire la civiltà etrusca e lo splendore dell'Impero Romano, visibile nella ricchezza delle decorazioni delle urne funerarie e nella maestosa decadenza dei resti del teatro e delle terme di Vallebona, quello medievale che si riflette nella possente cinta muraria e nel Palazzo dei Priori, il più antico palazzo comunale dell'intera Toscana, e quello ottocentesco legato al commercio dell'Alabastro, l'oro bianco di Volterra.

Teatro e terme romane di Vallebona, Volterra - Foto di Monica Gatti

Oggi Palazzo dei Priori è sede dell'amministrazione comunale, ovviamente Gabry lo ha voluto visitare bene, in fondo qui è dove lavorano dei colleghi.

Palazzo dei Priori, Volterra - Foto di Monica Gatti

La ricchezza di Volterra emerge però dall'oscurità della terra, attraverso il lampo bianco dell'alabastro.

Museo dell'Alabastro e statue di alabastro presso un negozio, Volterra - Foto di Monica Gatti
Questo gesso dall'aspetto cereo e traslucido per gli Etruschi era la pietra funeraria per eccellenza, tutte le urne cinerarie finemente intarsiate erano di bianco alabastro.
La facilità della sua lavorazione lo rende perfetto per la scultura e per oggetti decorativi, la sua richiesta nel mondo cresce e durante l'Ottocento gli alabastrai di Volterra diventano tra i commercianti più ricchi. I loro palazzi nulla hanno da invidiare a quelli dell'aristocrazia.

Palazzo Viti, Volterra - Foto di Monica Gatti
La ricchezza degli alabastrai è ben rappresentata dall'elegante Palazzo Viti, una delle residenze private più belle d'Italia.
Giuseppe Viti, è stato un abile commerciante di alabastro e la storia della sua vita è degna di un romanzo di avventure.
Il piccolo Giuseppe nasce a Volterra nel 1816, all'età di soli otto anni il padre decide di mandarlo negli Stati Uniti affinché impari l'inglese e a fare di conto. Tornato nel natio paese appena diciassettenne tenta il commercio dell'alabastro negli USA, ma con risultati talmente deludenti che il padre minaccia seriamente di prenderlo "a pedate nel fondo-schiena" se non riesce a recuperare almeno parte dei soldi investiti. Giuseppe è abbattuto ma non vinto. L'esperienza di vita che ha fatto negli Stati Uniti non gli ha insegnato solo l'inglese e a fare di conto, ma gli ha trasmesso anche la mentalità americana: il fallimento non è negativo, significa che ci hai provato e la prossima volta aggiusterai il tiro e fallirai meglio, finché non arriverà il momento in cui vincerai tutto. 
Il padre però concede solo un secondo tentativo. Giuseppe fa tesoro degli errori del passato e si reca in Sud America, più precisamente in Brasile, e questa volta è un successo, ma non ancora un trionfo. La sua marcia inarrestabile lo porta a solcare di nuovo l'oceano, a tornare a Volterra e a ripartire per l'oriente, l'India dei Marajah, che conquistati dallo splendore dell'alabastro lo ricoprono d'oro. 
Il rajah lo vuole alla sua corte, di più ne fa il suo consigliere e lo nomina Emiro del Nepal! Eh si ragazzi, un italiano è stato emiro del Nepal!
Giuseppe Viti è ormai ricchissimo e invidiatissimo, soprattutto dagli inglesi. Ma Giuseppe è anche un fervente patriota, la sua Italia non l'ha mai dimenticata e vuole vederla unita, così nel 1848 rientra a Volterra, accolto con tutti gli onori e mai più lascerà il suolo italiano, il suo obiettivo era l'unità d'Italia, sogno che aveva da ragazzino e che vedrà realizzarsi poco prima di morire.

Volterra - Foto di Gabriele Greppi
Bene, il viaggio è terminato e vi lascio spiegandovi che cosa significa l'espressione "Vai a Volterra!"
Se qualche toscanaccio di dice di andare a Volterra, vi sta mandando in maniera elegante a quel Paese, oppure vi sta dicendo che non ci prendete tanto, infatti a Volterra una volta c'era il manicomio.



domenica 6 ottobre 2019

La perla della Costa degli Etruschi: Baratti e Populonia

Golfo di Baratti - Foto di Monica Gatti
Il nostro secondo giorno lo abbiamo passato al mare.
Grazie ai suggerimenti di una collega abbiamo scoperto la spiaggia del Golfo di Baratti e il borgo di Populonia.
La località di Baratti è formata da un piccolo gruppo di case e il suo porto nell'antichità era ben più esteso essendo uno dei più importanti della civiltà etrusca.
La sua è un'atmosfera senza tempo, dove la pineta degrada dolcemente verso il mare dai lidi neri - argentei dovuti ai residui di minerale ferroso.

Particolare della spiaggia del Golfo di Baratti - Foto di Monica Gatti
La spiaggia è  libera e dall'aspetto vagamente selvaggio. 
Verso metà giugno fino ad agosto, sui lidi di Baratti si riversano turisti italiani e stranieri, ma se vi recate a maggio, o le prime settimane di giugno e le ultime di settembre, fino ai primi di ottobre, questo paradiso sarà solo vostro.

Gabriele ed io abbiamo passato l'intera mattinata a passeggiare sulla spiaggia, o ad osservare l'incessante moto delle onde sorseggiando un buon caffè da una delle rare baracchine costruite al limitare della pineta.
Mentre al calare della sera è veramente romantico prendere un aperitivo nel piccolo porticciolo.

Veduta di Populonia - Foto di Monica Gatti
Sulla cima della collina che domina il golfo di Baratti sorge l'antica Populonia, una delle città - stato dell'Etruria.

Ingresso del borgo di Populonia - Foto di Monica Gatti

Al suo interno si può visitare la rocca e la chiesa che sorge lungo il lato sinistro delle mura.
Dalla torre la vista corre lungo tutto il golfo.

Populonia - Foto di Monica Gatti

Cosa vedere:

Da non perdere il Parco Archeologico, composto dall'Acropoli che sorge accanto al borgo dell'attuale Populonia e dalla Necropoli che sorge vicino a Baratti.

Acropoli di Populonia - Foto di Monica Gatti
Questa volta Gabriele mi ha seguito volentieri in giro per l'acropoli: splendeva il sole ma essendo in ottobre le temperature erano miti, il parco estremamente curato, con gli archeologi al lavoro per riportare alla luce altri reperti.
Nulla a che vedere con alcuni parchi archeologici semi - abbandonati della Tuscia romana dove sembrava di fare un safari, tra l'erba alta non tagliata. e le temperature torride...i parchi archeologici sono sempre sotto il ciocco del sole.

Museo Etrusco di Populonia - Foto di Monica Gatti
Populonia ha anche un piccolo museo dedicato alla civiltà etrusca.
Si può fare un biglietto cumulativo che prevede sia la visita alla rocca, sia la visita al museo.

Particolare del borgo di Castiglione della Pescaia - Foto di Monica Gatti

La giornata l'abbiamo conclusa a Castiglione della Pescaia.
Ero molto curiosa di recarmi a Castiglione, è stato un luogo dove hanno soggiornato svariati pittori, purtroppo però sono rimasta delusa: a parte il piccolo borgo medioevale ben conservato, il paesaggio è stato praticamente devastato da una colata di cemento, perciò il mio spassionato consiglio è di evitarlo, non ne vale la pena.

L'ultimo dei nostri tre giorni di viaggio vedrà come protagonista Volterra un itinerario cinematografico - letterario.
Al prossimo post!

sabato 5 ottobre 2019

In viaggio con Carducci, per visitare Castagneto e Bolgheri

Castagneto Carducci - Toscana Foto di Monica Gatti
Per il mio compleanno Gabriele mi ha regalato tre giorni in giro per la costa degli Etruschi, fin da quando ci siamo messi insieme abbiamo deciso che avremmo cercato di festeggiare viaggiando per il Bel Paese. 
Ben conoscendo il mio amore per la letteratura e la poesia Gabriele ha deciso di condurmi a Castagneto Carducci e Bolgheri, in modo tale da intrecciare alla perfezione itinerari letterari (la mia passione) con itinerari eno -gastronomici (la sua di passione).

Giosuè Carducci, primo italiano a vincere il Nobel per la letteratura nell'ormai lontano 1906 trascorse l'infanzia tra le vie di questi quieti paesi, ed anche se successivamente si trasferì a Firenze per intraprendere i suoi studi ed il suo trionfale cammino di poeta e scrittore, il suo cuore rimase indissolubilmente legato alla verde campagna maremmana ed alla schiettezza della sua gente.

Viale dei Cipressi a Bolgheri - Foto di Monica Gatti

Alcune delle sue più celebri liriche sono infatti ispirate a questi luoghi, come il celebre viale dei Cipressi che "alti e schietti" dall'oratorio di San Guido accompagnano il viaggiatore fino a Bolgheri, la cui torre merlata svetta sopra l'arco che segna l'ingresso a quello che fu uno dei castelli dei conti della Gherardesca, celebre famiglia dell'aristocrazia toscana di origine longobarda.

la torre merlata, ingresso di Bolgheri - Foto di Monica Gatti
Le vie dei dintorni di Castagneto e Bolgheri sono coperte di viti ed ulivi, questa zona è famosa per la produzione dell'olio e ovviamente del vino: il Bolgheri Sassicaia, dal colore rosso rubino e dal sapore robusto è stato uno dei primi vini italiani a conquistare il mercato internazionale.

In queste terre l'enologia è una scienza ed un arte.
Presso Il Casone  Ugolino, dove abbiamo alloggiato è presente il Museo Sensoriale e Multiediale del Vino. Il percorso storico, dalle tradizioni vinicole di etruschi e romani, passando per quelle medioevali ed ottocentesche, è stato realizzato dal tre volte premio oscar Dante Ferretti. Un intero spazio è poi dedicato alla degustazione dei vini.

Casone Ugolino, sede del Museo Sensoriale del Vino - Foto di Monica Gatti

Cosa vedere:

A Castagneto non potete non visitare la casa dove abitò da piccolo Carducci: Casa Carducci,
Vi è poi un piccolo museo dell'Olio: Museo dell'Olio

Le strade sono tranquille e possono essere percorse in bicicletta: via Bolgherese è piene di cantine e tenute dove fermarsi per assaggi ed acquisti.

Cosa Comprare:

Vino, olio e liquori.
Noi ci siamo serviti per comodità al Wine Shop del Museo Sensoriale e Multimediale del Vino, ma lungo le strade di campagna che portano alle varie località della Costa degli Etruschi è tutto un pullulare di tenute vinicole, frantoi, c'è quindi solo l'imbarazzo della scelta.
Gabriele ha scelto di acquistare un Bolgheri rosso doc Greppicante della Fattoria Viticcio, nella scelta è andato a sentimento....il nome del vino ricorda il suo cognome.

Vale inoltre la pena a Castagneto Carducci di fermarsi presso la Premiata Fabbrica di liquori Emilio Borsi.
Fondata più di due secoli fa, è la più antica fabbrica di liquori italiana.

Premiata Fabbrica di liquori Emilio - Borsi, Castagneto Carducci - Foto di Monica Gatti
La proprietaria, gentilissima ci ha permesso di visitarla e ci ha illustrato il procedimento di lavorazione con il famoso mortaio dove la China selvatica importata dall'Equador viene battuta a mano per essere poi posta a macerare nell'alcool puro. L'invecchiamento avviene rigorosamente in botti di rovere.

Premiata Fabbrica di liquori Emilio - Borsi, Castagneto Carducci - Foto di Monica Gatti
I liquori prodotti sono l'Elixir China Calisaja, l'Amarancia, il Gran Liquore del Pastore e la Genziana.
Io non ho potuto resistere al Gran liquore del pastore, dal gusto delicato, è perfetto sul gelato.
Nello shop è possibile acquistare anche dolci, come i celebri cantucci, miele e marmellate.

Dove alloggiare:

Abbiamo alloggiato al Casone Ugolino dove ci siamo trovati benissimo.
La fortuna di festeggiare il compleanno in ottobre è data dal fatto che la stagione turistica è terminata e ti ritrovi a visitare luoghi meravigliosi praticamente in solitaria.
Il gestore ci ha dato una Junior suite che tra cucina, camera da letto, salottino, bagno e giardino privato era quasi più grande del nostro appartamentino a Forlì.
Tutta arredata in stile country, abbiamo dormito magnificamente e la colazione è stata gustosa ed abbondante con ottime torte dolci e salate.

Casone Ugolino- Foto di Monica Gatti
Il primo giorno si è concluso con una bella cena a Bolgheri.
Il secondo giorno ci porterà invece a Baratti - Populonia, ma questo nel prossimo post!


domenica 7 luglio 2019

Vacanze ai laghi: su e giù per il lago Maggiore, il lago d'Iseo, il lago d'Orta e il lago di Mergozzo

Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
La mia settimana di ferie mi ha portato nel nord Italia a spasso per i laghi!

Gabry ed io questa volta abbiamo riunito alcuni amici storici con cui avevamo lavorato all'Università di Bologna e abbiamo organizzato una rimpatriata dell'allegra combriccola.

Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti
Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti
La nostra prima tappa è stata il Lago di Iseo, campo base il tranquillo paesino di Pisogne.

Nel 2016 il Lago di Iseo balzò agli onori della cronaca internazionale grazie all'installazione temporanea "The Floating Piers" dell'artista Christo, che riuscì a portare circa un milione di turisti,  lanciando la comunità sebina al centro della scena della Land Art contemporanea.

Dopo questo evento di portata mondiale la Regione Lombardia decise di investire sullo sviluppo dell'attrattività turistica dell'area, oltre che sulla tutela ambientale e sulla protezione del territorio.

Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti
Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti

Monte Isola, l'isola più grande dell'Iseo, è stata candidata all'Euopean Best Destination  Awards 2019, riuscendo a classificarsi terza grazie all'ottimo lavoro di comunicazione che ha generato una rete spontanea di sostenitori nonostante le limitare risorse economiche.

Lago di Iseo - Foto di Monica Gatt
Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti

Il paesaggio montano del Lago di Iseo è perfetto per il trekking.
Se vi piace camminare ecco una bella passeggiata che mi è stata consigliata da una mia cara amica, infaticabile divoratrice di km. State tranquilli, la passeggiata è fattibile anche per i meno allenati.
Il cammino è quello dell'antica Strada Valeriana, l'unica via per raggiungere la Val Camonica via terra dal bresciano.
Punto di partenza ovviamente Pisogne, per arrivare fino a Marone o a Sale Marasino.
Se decidete di fermarvi a Marone potete anche imbarcarvi per Monte Isola e fare scalo nel grazioso borgo di Carzano per rifocillarvi e fare anche qualche tuffo, dopo di che si può riprendere la camminata con passo tranquillo e dirigersi verso Peschiera Maraglio, da qui ci si imbarca per Sulzano e poi si prende il trenino che riporta a Pisogne.
Altra bella escursione è quella che su Monte Isola porta al Santuario della Madonna della Ceriola, il punto più alto dell'Isola dove si gode di un panorama mozzafiato.
In serata potete andare a cena nelle località di Lovere o Iseo.
Se il lago di Iseo vi ha incuriosito, vi lascio i link che vi possono essere utili per organizzare una bella vacanza:

  1. Visitmonteisola
  2. Visitlakeiseo
Vi segnalo inoltre che il prossimo anno, nel 2020 dal 14 al 20 settembre, si terrà la quinquennale festa di Santa Croce, durante la quale le strade di Carzano e Novale saranno addobbate con archi di legno ricoperti di rami di pino e decorati con più di 150.000 fiori di carta. Tutto il lavoro è fatto a mano dagli abitanti dei borghi ed è autofinanziato. I fiori sono così realistici che più di un turista li ha scambiati per veri.

Abbazia degli Olivetani - Foto di Monica Gatti
Abbazia degli Olivetani - Foto di Monica Gatti
Dopo due giorni al lago di Iseo partiamo carichi di aspettativa verso il Lago Maggiore.

Come spesso accade sbagliamo strada nonostante il Tom Tom, e nella ricerca della via maestra ci imbattiamo in questa autentica chicca: l'Abbazia degli Olivetani.

Riusciamo a visitarla solo in parte perché c'è un ritrovo di insegnanti di religione e di conseguenza a causa dell'evento non è completamente accessibile.

Lago Maggiore, veduta dell'Isola Bella - Foto di Monica Gatti
Lago Maggiore, veduta dell'Isola Bella - Foto di Monica Gatti
Ritrovata la retta via arriviamo al nostro secondo campo base per queste vacanze: Belgirate, poco distante da Stresa.

Queste sono le terre ed il regno dei Borromeo, principi di Angera, originari della Toscana sono una delle più antiche e prolifiche famiglie dell'aristocrazia milanese. Il principe ha cinque figli (quattro femmine ed un maschio), tutti ben sposati. Isabella sposata con Ugo Brachetti Peretti (ramo petrolio), Lavinia sposata Elkann (e qui non c'è bisogno di aggiungere altro), Beatrice, la più bella di tutte sposata Casiraghi (famiglia regnante Grimaldi), Matilde, sposata Von Furstenberg, principe ereditario del regno di Germania, però si sono appena lasciati (e vabbè anche i ricchi piangono). Carlo invece si è sposato con Marta Ferri, figlia del celebre fotografo Fabrizio Ferri.

E dopo tutto questo gossip, ritorniamo ai suggerimenti di viaggio.

Particolare del Giardino dell'Isola Bella, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Particolare del Giardino dell'Isola Bella, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Una giornata intera è necessario dedicarla alla visita delle Isole. 

Ci si imbarca a Stresa, dopo di che è meglio partire da Villa Taranto e dai suoi spettacolari giardini botanici.

Villa Taranto - Foto di Monica Gatti
Villa Taranto - Foto di Monica Gatti

Questa bellissima villa, oggi sede della Prefettura, venne acquistata dal capitano di vascello Neal Mc Eacharn , che innamoratosi del Bel Paese, decise di farne la sua nuova Patria, e di dedicarsi alla sua grande passione, la botanica, creando questo spettacolare giardino.

Giardino botanico di Villa Taranto - Foto di Monica Gatti
Giardino botanico di Villa Taranto - Foto di Monica Gatti

La visita al giardino impegnerà circa due ore, dopo di che si può prendere il traghetto e visitare rispettivamente: l'Isola Madre, l'Isola dei pescatori, isolotto pieno di deliziosi ristorantini, fino a giungere all'Isola Bella e al maestoso Palazzo Borromeo.

Giardino di Palazzo Borromeo, Isola Bella - Foto di Monica Gatti
Giardino di Palazzo Borromeo, Isola Bella - Foto di Monica Gatti

Il nostro secondo giorno al lago Maggiore lo abbiamo trascorso conquistando la cima del Mottarone 1491 m.
Lo si può raggiungere con un bel trekking partendo da Stresa, oppure prendendo la funivia e poi la seggiovia. 
Io consiglio all'andata il trekking e al ritorno la funivia (se vi fermate ad Alpino, potete visitare anche un bel giardino botanico in mezzo ai boschi).
Dalla cima del Mottarone si gode la vista di tutti i sette laghi: lago Maggiore, lago d'Orta, lago di Mergozzo, Lago di Varese, lago di Comabbio, Lago di Monate e Lago di Biandronno.

Sulla cima del Mottarone - Foto di proprietà di Monica Gatti
Sulla cima del Mottarone - Foto di proprietà di Monica Gatti
Le acque più limpide e cristalline dove immergersi sono invece del Lago di Mergozzo!

Lago di Mergozzo - Foto di Monica Gatti
Lago di Mergozzo - Foto di Monica Gatti
Dopo un bel bagno a Mergozzo, vi consiglio di dirigervi al lago d'Orta e di visitare Orta San Giulio e la sua isola,

Questo è per me uno dei borghi più romantici, pieno di bellezza decadente.

Isola di San Giulio, Lago d'Orta - Foto di Monica Gatti
Isola di San Giulio, Lago d'Orta - Foto di Monica Gatti
Il penultimo giorno di vacanza lo abbiamo dedicato a visitare la rocca di Angera e l'eremo di Santa Caterina del Sasso, a picco sul lago Maggiore.

Eremo di Santa Caterina del Sasso, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Eremo di Santa Caterina del Sasso, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
L'ultimo giorno stanchi e soddisfatti lo abbiamo passato a Stresa ad acquistare qualche ricordino per i parenti dopo di che la strada del ritorno ci attendeva. 




lunedì 29 aprile 2019

In viaggio con Bruno d'Arcevia: Arcevia

La sede del Comune di Arcevia
Bene cari e care, dopo avere lasciato Il paradiso del Re, ci siamo diretti ad Arcevia.

Appena arrivati la scala dei bisogni di Maslow di Gabry era azzerata e l'unica bionda che bramava era la sigaretta, ah mica si può rivaleggiare con l'adorabile tarlo della nicotina, e così mentre lui soddisfaceva con indolenza il suo vizio, io mi sono lasciata conquistare da un calcione, bello, paffuto, biondo e alquanto saporito.

Calcione, tipico dolce pasquale di Arcevia
Il calcione è il tipico dolce pasquale di Arcevia e Serra San Quirico, discende dalla tradizione contadina ed il suo sapore è a metà strada tra il dolce ed il salato. Viene fatto con farina, uova, pecorino, parmigiano, limoni. Io li ho acquistati presso il Panificio Pagnani che si trova nelle vicinanze del palazzo comunale.

Il Comune di Serra San Quirico gli dedica ogni anno, a maggio, una sagra: la Festa del Calcione.

Le Marche non sono ancora entrate nell'immaginario del turista italiano di massa e a differenza della Toscana, ad  aggirarsi tra i viottoli di questi paesini oltre a me e a Gabry, i turisti italiani si contavano sulla punta delle dita; immancabili invece gli stranieri, tedeschi ma soprattutto olandesi.

Chiesa di San Francesco, Arcevia
Lungo il corso principale potete visitare il Centro Culturale San Francesco che ospita il centro culturale arceviese, il museo archeologico, la biblioteca civica e la chiesa di San Francesco.

Chiostro dell'antico complesso conventuale dei Frati Minori, Arcevia
Nelle giornate di sabato e domenica potete trovare la deliziosa Sig.ra Annusca Ciotti che vi  illustrerà con passione la storia di questo luogo e degli artisti che vi sono esposti.

Particolare della biblioteca di Arcevia 
L'antico convento è stato trasformato in una biblioteca - museo e così gli arceviesi mentre scelgono quale libro leggere, possono passeggiare lungo stanze e corridoi in cui sono esposte in modo permanente le opere di Edgardo Mannucci e  del suo maestro Quirino Ruggeri.

Opere di Edgardo Mannucci presso la biblioteca di Arcevia
Edgardo Mannucci è stato uno dei più importanti esponenti dell'arte plastica informale europea e ogni anno ad Arcevia si tiene un importante premi internazionale di scultura a lui dedicato: il premio internazionale Mannucci.

Particolare della tela del pittore Bruno d'Arcevia
Nella biblioteca sono anche esposte le tele del celebre pittore Bruno d'Arcevia, e così finalmente vi svelo chi è il nostro personaggio di "in viaggio con"!

Bruno d'Arcevia è uno dei più quotati artisti sulla scena internazionale, esponente del Neo Manierismo. In questo particolare, di una composizione elaborata alquanto difficile da fotografare, l'artista si è ritratto al centro della scena, altero con corazza e mantello rosso.

Amico di critici d'arte e gente dello spettacolo, il neo manierismo di Bruno d'Arcevia ha conquistato anche la difficile coppia Celentano - Mori che ha acquistato uno dei suoi quadri, attualmente per loro gentile concessione, in esposizione proprio presso la biblioteca - museo del complesso di San Francesco.

Ed ora un piccolo quiz! Vediamo se avete spirito di osservazione. 
Bruno d'Arcevia nella sua elaborata composizione ritrae anche un suo amico, alquanto conosciuto, riuscite a scoprire chi è dalla fisionomia?
Bhe qui era molto giovane, ok, vi dò una mano: se dico "Capra! Capra! Capra!" chi vi viene in mente? Si, è proprio lui, Vittorio Sgarbi.

Ritratto di un critico d'arte - particolare di un'opera di Bruno d'Arcevia

Dopo avere salutato la nostra perfetta padrona di casa Annusca Ciotti, ci siamo diretti a visitare la Collegiata di San Medardo, chiesa risalente al Duecento, all'interno della quale si può ammirare l'altare della Madonna dei Miracoli opera del Della Robbia ed anche il Battesimo del Signorinelli.

Altare della Madonna dei Miracoli  del Della Robbia presso la Collegiata San Medardo - Arcevia

Il Battesino opera del Signorinelli presso la Collegiata di San Medardo - Arcevia
La nostra breve gita è terminata ai Giardini Giacomo Leopardi, dove potete rilassarvi godendovi il fresco e le vista sulle colline.

Se avete più di un giorno, allora potrete visitare tutti i nove castelli di Arcevia: Avacelli, Castiglione, Piticchio, Montale, Nidastore, Loretello, Palazzo, Caudino e se vi va, dormire come vi ho suggerito a San Pietro in Musio!
Qui sotto vi lascio tutti i link che possono esservi utili:
  1. Comune di Arcevia - portale del Turismo
  2. Ristorante Agriturismo Piccolo Ranch
  3. Il Paradiso del Re
Infine vi ricordo un evento molto succulento: Andando a Polenta. 
Si tratta di manifestazione gastronomica che si tiene in febbraio - marzo e che ha come protagonista la polenta ricavata dal pregiato mays ottofile di Roccacontrada e che viene preparata nei caldai di Rame
Particolare del Giardino Giacomo Leopardi di Arcevia