domenica 27 ottobre 2019

Vai a Volterra!

Vedute di Volterra - Foto di Monica Gatti
Carissimi, eccomi qui in grande ritardo con il mio ultimo post che completa i miei tre giorni passati in Toscana. Il tour termina a Volterra, bellissimo borgo pieno di suggestioni che ha ispirato scrittori del recente e lontano passato e naturalmente cineasti. 
Per noi book lover che continuiamo a sentirci eterni ragazzi, anche se siamo ormai adulti, Volterra è la città dove Gabriele D'Annunzio, soggiornando presso l'Hotel Nazionale (ancora esistente), prese ispirazione per scrivere quello che Proust definì "merveilleux roman": Forse che si, Forse che no. Il libro ci regala una delle più intriganti femme fatale del panorama letterario italiano, la sensuale, a tratti sadica, Isabella Inghirami, amante dell'aviatore Paolo Tarsi, 
Per i ragazzi che l'editoria inscatola nella bislacca definizione di "young adult", Volterra è invece la città dei Volturi, il potente clan dei Vampiri legato alla saga di Twilight, ideata da Stepheny Meyer.

Museo Etrusco Guarnacci - Foto di Monica Gatti

Volterra ha molti volti: quello antico che vi porta a scoprire la civiltà etrusca e lo splendore dell'Impero Romano, visibile nella ricchezza delle decorazioni delle urne funerarie e nella maestosa decadenza dei resti del teatro e delle terme di Vallebona, quello medievale che si riflette nella possente cinta muraria e nel Palazzo dei Priori, il più antico palazzo comunale dell'intera Toscana, e quello ottocentesco legato al commercio dell'Alabastro, l'oro bianco di Volterra.

Teatro e terme romane di Vallebona, Volterra - Foto di Monica Gatti

Oggi Palazzo dei Priori è sede dell'amministrazione comunale, ovviamente Gabry lo ha voluto visitare bene, in fondo qui è dove lavorano dei colleghi.

Palazzo dei Priori, Volterra - Foto di Monica Gatti

La ricchezza di Volterra emerge però dall'oscurità della terra, attraverso il lampo bianco dell'alabastro.

Museo dell'Alabastro e statue di alabastro presso un negozio, Volterra - Foto di Monica Gatti
Questo gesso dall'aspetto cereo e traslucido per gli Etruschi era la pietra funeraria per eccellenza, tutte le urne cinerarie finemente intarsiate erano di bianco alabastro.
La facilità della sua lavorazione lo rende perfetto per la scultura e per oggetti decorativi, la sua richiesta nel mondo cresce e durante l'Ottocento gli alabastrai di Volterra diventano tra i commercianti più ricchi. I loro palazzi nulla hanno da invidiare a quelli dell'aristocrazia.

Palazzo Viti, Volterra - Foto di Monica Gatti
La ricchezza degli alabastrai è ben rappresentata dall'elegante Palazzo Viti, una delle residenze private più belle d'Italia.
Giuseppe Viti, è stato un abile commerciante di alabastro e la storia della sua vita è degna di un romanzo di avventure.
Il piccolo Giuseppe nasce a Volterra nel 1816, all'età di soli otto anni il padre decide di mandarlo negli Stati Uniti affinché impari l'inglese e a fare di conto. Tornato nel natio paese appena diciassettenne tenta il commercio dell'alabastro negli USA, ma con risultati talmente deludenti che il padre minaccia seriamente di prenderlo "a pedate nel fondo-schiena" se non riesce a recuperare almeno parte dei soldi investiti. Giuseppe è abbattuto ma non vinto. L'esperienza di vita che ha fatto negli Stati Uniti non gli ha insegnato solo l'inglese e a fare di conto, ma gli ha trasmesso anche la mentalità americana: il fallimento non è negativo, significa che ci hai provato e la prossima volta aggiusterai il tiro e fallirai meglio, finché non arriverà il momento in cui vincerai tutto. 
Il padre però concede solo un secondo tentativo. Giuseppe fa tesoro degli errori del passato e si reca in Sud America, più precisamente in Brasile, e questa volta è un successo, ma non ancora un trionfo. La sua marcia inarrestabile lo porta a solcare di nuovo l'oceano, a tornare a Volterra e a ripartire per l'oriente, l'India dei Marajah, che conquistati dallo splendore dell'alabastro lo ricoprono d'oro. 
Il rajah lo vuole alla sua corte, di più ne fa il suo consigliere e lo nomina Emiro del Nepal! Eh si ragazzi, un italiano è stato emiro del Nepal!
Giuseppe Viti è ormai ricchissimo e invidiatissimo, soprattutto dagli inglesi. Ma Giuseppe è anche un fervente patriota, la sua Italia non l'ha mai dimenticata e vuole vederla unita, così nel 1848 rientra a Volterra, accolto con tutti gli onori e mai più lascerà il suolo italiano, il suo obiettivo era l'unità d'Italia, sogno che aveva da ragazzino e che vedrà realizzarsi poco prima di morire.

Volterra - Foto di Gabriele Greppi
Bene, il viaggio è terminato e vi lascio spiegandovi che cosa significa l'espressione "Vai a Volterra!"
Se qualche toscanaccio di dice di andare a Volterra, vi sta mandando in maniera elegante a quel Paese, oppure vi sta dicendo che non ci prendete tanto, infatti a Volterra una volta c'era il manicomio.



domenica 6 ottobre 2019

La perla della Costa degli Etruschi: Baratti e Populonia

Golfo di Baratti - Foto di Monica Gatti
Il nostro secondo giorno lo abbiamo passato al mare.
Grazie ai suggerimenti di una collega abbiamo scoperto la spiaggia del Golfo di Baratti e il borgo di Populonia.
La località di Baratti è formata da un piccolo gruppo di case e il suo porto nell'antichità era ben più esteso essendo uno dei più importanti della civiltà etrusca.
La sua è un'atmosfera senza tempo, dove la pineta degrada dolcemente verso il mare dai lidi neri - argentei dovuti ai residui di minerale ferroso.

Particolare della spiaggia del Golfo di Baratti - Foto di Monica Gatti
La spiaggia è  libera e dall'aspetto vagamente selvaggio. 
Verso metà giugno fino ad agosto, sui lidi di Baratti si riversano turisti italiani e stranieri, ma se vi recate a maggio, o le prime settimane di giugno e le ultime di settembre, fino ai primi di ottobre, questo paradiso sarà solo vostro.

Gabriele ed io abbiamo passato l'intera mattinata a passeggiare sulla spiaggia, o ad osservare l'incessante moto delle onde sorseggiando un buon caffè da una delle rare baracchine costruite al limitare della pineta.
Mentre al calare della sera è veramente romantico prendere un aperitivo nel piccolo porticciolo.

Veduta di Populonia - Foto di Monica Gatti
Sulla cima della collina che domina il golfo di Baratti sorge l'antica Populonia, una delle città - stato dell'Etruria.

Ingresso del borgo di Populonia - Foto di Monica Gatti

Al suo interno si può visitare la rocca e la chiesa che sorge lungo il lato sinistro delle mura.
Dalla torre la vista corre lungo tutto il golfo.

Populonia - Foto di Monica Gatti

Cosa vedere:

Da non perdere il Parco Archeologico, composto dall'Acropoli che sorge accanto al borgo dell'attuale Populonia e dalla Necropoli che sorge vicino a Baratti.

Acropoli di Populonia - Foto di Monica Gatti
Questa volta Gabriele mi ha seguito volentieri in giro per l'acropoli: splendeva il sole ma essendo in ottobre le temperature erano miti, il parco estremamente curato, con gli archeologi al lavoro per riportare alla luce altri reperti.
Nulla a che vedere con alcuni parchi archeologici semi - abbandonati della Tuscia romana dove sembrava di fare un safari, tra l'erba alta non tagliata. e le temperature torride...i parchi archeologici sono sempre sotto il ciocco del sole.

Museo Etrusco di Populonia - Foto di Monica Gatti
Populonia ha anche un piccolo museo dedicato alla civiltà etrusca.
Si può fare un biglietto cumulativo che prevede sia la visita alla rocca, sia la visita al museo.

Particolare del borgo di Castiglione della Pescaia - Foto di Monica Gatti

La giornata l'abbiamo conclusa a Castiglione della Pescaia.
Ero molto curiosa di recarmi a Castiglione, è stato un luogo dove hanno soggiornato svariati pittori, purtroppo però sono rimasta delusa: a parte il piccolo borgo medioevale ben conservato, il paesaggio è stato praticamente devastato da una colata di cemento, perciò il mio spassionato consiglio è di evitarlo, non ne vale la pena.

L'ultimo dei nostri tre giorni di viaggio vedrà come protagonista Volterra un itinerario cinematografico - letterario.
Al prossimo post!

sabato 5 ottobre 2019

In viaggio con Carducci, per visitare Castagneto e Bolgheri

Castagneto Carducci - Toscana Foto di Monica Gatti
Per il mio compleanno Gabriele mi ha regalato tre giorni in giro per la costa degli Etruschi, fin da quando ci siamo messi insieme abbiamo deciso che avremmo cercato di festeggiare viaggiando per il Bel Paese. 
Ben conoscendo il mio amore per la letteratura e la poesia Gabriele ha deciso di condurmi a Castagneto Carducci e Bolgheri, in modo tale da intrecciare alla perfezione itinerari letterari (la mia passione) con itinerari eno -gastronomici (la sua di passione).

Giosuè Carducci, primo italiano a vincere il Nobel per la letteratura nell'ormai lontano 1906 trascorse l'infanzia tra le vie di questi quieti paesi, ed anche se successivamente si trasferì a Firenze per intraprendere i suoi studi ed il suo trionfale cammino di poeta e scrittore, il suo cuore rimase indissolubilmente legato alla verde campagna maremmana ed alla schiettezza della sua gente.

Viale dei Cipressi a Bolgheri - Foto di Monica Gatti

Alcune delle sue più celebri liriche sono infatti ispirate a questi luoghi, come il celebre viale dei Cipressi che "alti e schietti" dall'oratorio di San Guido accompagnano il viaggiatore fino a Bolgheri, la cui torre merlata svetta sopra l'arco che segna l'ingresso a quello che fu uno dei castelli dei conti della Gherardesca, celebre famiglia dell'aristocrazia toscana di origine longobarda.

la torre merlata, ingresso di Bolgheri - Foto di Monica Gatti
Le vie dei dintorni di Castagneto e Bolgheri sono coperte di viti ed ulivi, questa zona è famosa per la produzione dell'olio e ovviamente del vino: il Bolgheri Sassicaia, dal colore rosso rubino e dal sapore robusto è stato uno dei primi vini italiani a conquistare il mercato internazionale.

In queste terre l'enologia è una scienza ed un arte.
Presso Il Casone  Ugolino, dove abbiamo alloggiato è presente il Museo Sensoriale e Multiediale del Vino. Il percorso storico, dalle tradizioni vinicole di etruschi e romani, passando per quelle medioevali ed ottocentesche, è stato realizzato dal tre volte premio oscar Dante Ferretti. Un intero spazio è poi dedicato alla degustazione dei vini.

Casone Ugolino, sede del Museo Sensoriale del Vino - Foto di Monica Gatti

Cosa vedere:

A Castagneto non potete non visitare la casa dove abitò da piccolo Carducci: Casa Carducci,
Vi è poi un piccolo museo dell'Olio: Museo dell'Olio

Le strade sono tranquille e possono essere percorse in bicicletta: via Bolgherese è piene di cantine e tenute dove fermarsi per assaggi ed acquisti.

Cosa Comprare:

Vino, olio e liquori.
Noi ci siamo serviti per comodità al Wine Shop del Museo Sensoriale e Multimediale del Vino, ma lungo le strade di campagna che portano alle varie località della Costa degli Etruschi è tutto un pullulare di tenute vinicole, frantoi, c'è quindi solo l'imbarazzo della scelta.
Gabriele ha scelto di acquistare un Bolgheri rosso doc Greppicante della Fattoria Viticcio, nella scelta è andato a sentimento....il nome del vino ricorda il suo cognome.

Vale inoltre la pena a Castagneto Carducci di fermarsi presso la Premiata Fabbrica di liquori Emilio Borsi.
Fondata più di due secoli fa, è la più antica fabbrica di liquori italiana.

Premiata Fabbrica di liquori Emilio - Borsi, Castagneto Carducci - Foto di Monica Gatti
La proprietaria, gentilissima ci ha permesso di visitarla e ci ha illustrato il procedimento di lavorazione con il famoso mortaio dove la China selvatica importata dall'Equador viene battuta a mano per essere poi posta a macerare nell'alcool puro. L'invecchiamento avviene rigorosamente in botti di rovere.

Premiata Fabbrica di liquori Emilio - Borsi, Castagneto Carducci - Foto di Monica Gatti
I liquori prodotti sono l'Elixir China Calisaja, l'Amarancia, il Gran Liquore del Pastore e la Genziana.
Io non ho potuto resistere al Gran liquore del pastore, dal gusto delicato, è perfetto sul gelato.
Nello shop è possibile acquistare anche dolci, come i celebri cantucci, miele e marmellate.

Dove alloggiare:

Abbiamo alloggiato al Casone Ugolino dove ci siamo trovati benissimo.
La fortuna di festeggiare il compleanno in ottobre è data dal fatto che la stagione turistica è terminata e ti ritrovi a visitare luoghi meravigliosi praticamente in solitaria.
Il gestore ci ha dato una Junior suite che tra cucina, camera da letto, salottino, bagno e giardino privato era quasi più grande del nostro appartamentino a Forlì.
Tutta arredata in stile country, abbiamo dormito magnificamente e la colazione è stata gustosa ed abbondante con ottime torte dolci e salate.

Casone Ugolino- Foto di Monica Gatti
Il primo giorno si è concluso con una bella cena a Bolgheri.
Il secondo giorno ci porterà invece a Baratti - Populonia, ma questo nel prossimo post!


domenica 7 luglio 2019

Vacanze ai laghi: su e giù per il lago Maggiore, il lago d'Iseo, il lago d'Orta e il lago di Mergozzo

Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
La mia settimana di ferie mi ha portato nel nord Italia a spasso per i laghi!

Gabry ed io questa volta abbiamo riunito alcuni amici storici con cui avevamo lavorato all'Università di Bologna e abbiamo organizzato una rimpatriata dell'allegra combriccola.

Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti
Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti
La nostra prima tappa è stata il Lago di Iseo, campo base il tranquillo paesino di Pisogne.

Nel 2016 il Lago di Iseo balzò agli onori della cronaca internazionale grazie all'installazione temporanea "The Floating Piers" dell'artista Christo, che riuscì a portare circa un milione di turisti,  lanciando la comunità sebina al centro della scena della Land Art contemporanea.

Dopo questo evento di portata mondiale la Regione Lombardia decise di investire sullo sviluppo dell'attrattività turistica dell'area, oltre che sulla tutela ambientale e sulla protezione del territorio.

Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti
Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti

Monte Isola, l'isola più grande dell'Iseo, è stata candidata all'Euopean Best Destination  Awards 2019, riuscendo a classificarsi terza grazie all'ottimo lavoro di comunicazione che ha generato una rete spontanea di sostenitori nonostante le limitare risorse economiche.

Lago di Iseo - Foto di Monica Gatt
Lago di Iseo - Foto di Monica Gatti

Il paesaggio montano del Lago di Iseo è perfetto per il trekking.
Se vi piace camminare ecco una bella passeggiata che mi è stata consigliata da una mia cara amica, infaticabile divoratrice di km. State tranquilli, la passeggiata è fattibile anche per i meno allenati.
Il cammino è quello dell'antica Strada Valeriana, l'unica via per raggiungere la Val Camonica via terra dal bresciano.
Punto di partenza ovviamente Pisogne, per arrivare fino a Marone o a Sale Marasino.
Se decidete di fermarvi a Marone potete anche imbarcarvi per Monte Isola e fare scalo nel grazioso borgo di Carzano per rifocillarvi e fare anche qualche tuffo, dopo di che si può riprendere la camminata con passo tranquillo e dirigersi verso Peschiera Maraglio, da qui ci si imbarca per Sulzano e poi si prende il trenino che riporta a Pisogne.
Altra bella escursione è quella che su Monte Isola porta al Santuario della Madonna della Ceriola, il punto più alto dell'Isola dove si gode di un panorama mozzafiato.
In serata potete andare a cena nelle località di Lovere o Iseo.
Se il lago di Iseo vi ha incuriosito, vi lascio i link che vi possono essere utili per organizzare una bella vacanza:

  1. Visitmonteisola
  2. Visitlakeiseo
Vi segnalo inoltre che il prossimo anno, nel 2020 dal 14 al 20 settembre, si terrà la quinquennale festa di Santa Croce, durante la quale le strade di Carzano e Novale saranno addobbate con archi di legno ricoperti di rami di pino e decorati con più di 150.000 fiori di carta. Tutto il lavoro è fatto a mano dagli abitanti dei borghi ed è autofinanziato. I fiori sono così realistici che più di un turista li ha scambiati per veri.

Abbazia degli Olivetani - Foto di Monica Gatti
Abbazia degli Olivetani - Foto di Monica Gatti
Dopo due giorni al lago di Iseo partiamo carichi di aspettativa verso il Lago Maggiore.

Come spesso accade sbagliamo strada nonostante il Tom Tom, e nella ricerca della via maestra ci imbattiamo in questa autentica chicca: l'Abbazia degli Olivetani.

Riusciamo a visitarla solo in parte perché c'è un ritrovo di insegnanti di religione e di conseguenza a causa dell'evento non è completamente accessibile.

Lago Maggiore, veduta dell'Isola Bella - Foto di Monica Gatti
Lago Maggiore, veduta dell'Isola Bella - Foto di Monica Gatti
Ritrovata la retta via arriviamo al nostro secondo campo base per queste vacanze: Belgirate, poco distante da Stresa.

Queste sono le terre ed il regno dei Borromeo, principi di Angera, originari della Toscana sono una delle più antiche e prolifiche famiglie dell'aristocrazia milanese. Il principe ha cinque figli (quattro femmine ed un maschio), tutti ben sposati. Isabella sposata con Ugo Brachetti Peretti (ramo petrolio), Lavinia sposata Elkann (e qui non c'è bisogno di aggiungere altro), Beatrice, la più bella di tutte sposata Casiraghi (famiglia regnante Grimaldi), Matilde, sposata Von Furstenberg, principe ereditario del regno di Germania, però si sono appena lasciati (e vabbè anche i ricchi piangono). Carlo invece si è sposato con Marta Ferri, figlia del celebre fotografo Fabrizio Ferri.

E dopo tutto questo gossip, ritorniamo ai suggerimenti di viaggio.

Particolare del Giardino dell'Isola Bella, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Particolare del Giardino dell'Isola Bella, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Una giornata intera è necessario dedicarla alla visita delle Isole. 

Ci si imbarca a Stresa, dopo di che è meglio partire da Villa Taranto e dai suoi spettacolari giardini botanici.

Villa Taranto - Foto di Monica Gatti
Villa Taranto - Foto di Monica Gatti

Questa bellissima villa, oggi sede della Prefettura, venne acquistata dal capitano di vascello Neal Mc Eacharn , che innamoratosi del Bel Paese, decise di farne la sua nuova Patria, e di dedicarsi alla sua grande passione, la botanica, creando questo spettacolare giardino.

Giardino botanico di Villa Taranto - Foto di Monica Gatti
Giardino botanico di Villa Taranto - Foto di Monica Gatti

La visita al giardino impegnerà circa due ore, dopo di che si può prendere il traghetto e visitare rispettivamente: l'Isola Madre, l'Isola dei pescatori, isolotto pieno di deliziosi ristorantini, fino a giungere all'Isola Bella e al maestoso Palazzo Borromeo.

Giardino di Palazzo Borromeo, Isola Bella - Foto di Monica Gatti
Giardino di Palazzo Borromeo, Isola Bella - Foto di Monica Gatti

Il nostro secondo giorno al lago Maggiore lo abbiamo trascorso conquistando la cima del Mottarone 1491 m.
Lo si può raggiungere con un bel trekking partendo da Stresa, oppure prendendo la funivia e poi la seggiovia. 
Io consiglio all'andata il trekking e al ritorno la funivia (se vi fermate ad Alpino, potete visitare anche un bel giardino botanico in mezzo ai boschi).
Dalla cima del Mottarone si gode la vista di tutti i sette laghi: lago Maggiore, lago d'Orta, lago di Mergozzo, Lago di Varese, lago di Comabbio, Lago di Monate e Lago di Biandronno.

Sulla cima del Mottarone - Foto di proprietà di Monica Gatti
Sulla cima del Mottarone - Foto di proprietà di Monica Gatti
Le acque più limpide e cristalline dove immergersi sono invece del Lago di Mergozzo!

Lago di Mergozzo - Foto di Monica Gatti
Lago di Mergozzo - Foto di Monica Gatti
Dopo un bel bagno a Mergozzo, vi consiglio di dirigervi al lago d'Orta e di visitare Orta San Giulio e la sua isola,

Questo è per me uno dei borghi più romantici, pieno di bellezza decadente.

Isola di San Giulio, Lago d'Orta - Foto di Monica Gatti
Isola di San Giulio, Lago d'Orta - Foto di Monica Gatti
Il penultimo giorno di vacanza lo abbiamo dedicato a visitare la rocca di Angera e l'eremo di Santa Caterina del Sasso, a picco sul lago Maggiore.

Eremo di Santa Caterina del Sasso, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
Eremo di Santa Caterina del Sasso, Lago Maggiore - Foto di Monica Gatti
L'ultimo giorno stanchi e soddisfatti lo abbiamo passato a Stresa ad acquistare qualche ricordino per i parenti dopo di che la strada del ritorno ci attendeva. 




domenica 12 maggio 2019

Al Brindisi, la più antica osteria d'Italia a Ferrara

Osteria al Brindisi, Ferrara

Se capitate a Ferrara per visitare la città, oppure per una mostra organizzata a Palazzo dei Diamanti, potete provare a rifocillarvi presso la più antica osteria d'Italia.

Si tratta dell'Osteria /Enoteca "Al Brindisi" e si trova in centro, in una piccola via che costeggia il lato sinistro della splendida cattedrale, via Guglielmo degli Adelardi n. 11.

Coppia Ferrarese, pane tipico di Ferrara, Osteria Al brindisi

La prima documentazione scritta che dimostra l'esistenza di questa osteria risale al 1435.
Nel XV secolo l'osteria si chiamava "Hostaria dal Chiuchiolino", il nome deriva da ciuc che significa ubriaco e i mangioni dell'epoca vi si recavano a bere in barca, in quanto l'osteria si trovava in una piccola insenatura o "gorgo".

Abituali frequentatori dell'osteria dal Chiuchiolino furono Benvenuto Cellini, Torquato Tasso, l'Ariosto e Niccolò Copernico; quest'ultimo abitava al piano sopraelevato.

Piatto Yiddish, Osteria Al Brindisi - Ferrara

Gabriele ed io capitiamo a Ferrara quasi una volta all'anno in occasione delle mostre che vengono organizzate a Palazzo dei Diamanti.
Se abbiamo tempo ci fermiamo a mangiare in città.

Al Brindisi non è quindi la prima Osteria/Enoteca di Ferrara dove ci rechiamo a mangiare.

Ci siamo andati per due ragioni: perché è molto comoda da raggiungere e poi perché è la più antica d'Italia.

Io ho preso il piatto Yiddish: tacchino, petto d'oca, patè di fegatini di pollo con pane azzimo.
Gabriele invece ha scelto come sempre la famosa salama da sugo, e un calice di vino.
Per il vino, il cameriere lo presenta, poi fa l'avvinamento del bicchiere, dopo di che assaggi il vino e se ti piace, viene servito.

Salama con purè, Osteria Al Brindisi, Ferrara

Concludeva il nostro pranzo veloce, un mix di dolcetti del posto: dove era incluso il famoso panpato di Ferrara.

Mix di dolci, Osteria Al Brindisi, Ferrara


Vale la pena andarci?
Se si vuole per una volta nella vita mangiare e bere nell'osteria più antica d'Italia, allora direi di si.

Tuttavia alcune cose nel modo di gestire questo locale mi hanno lasciata perplessa.
Non prendono prenotazioni, quindi se arrivi e trovi posto bene, altrimenti aspetti oppure vai da un'altra parte.
I piatti non sono abbondanti, al mio piatto Yiddish dò una sufficienza, mentre Gabriele che è ormai un esperto di salama da sugo è rimasto soddisfatto.
Discreti i dolcetti e buono il vino.

Il locale è carino tuttavia, siccome abbiamo girato anche altre osterie di Ferrara posso dire che nel ghetto ebraico potete mangiare porzioni più abbondanti e molto buone anche a prezzi migliori.

Mi sarei aspettata di più dall'osteria più antica d'Italia, ho l'impressione che essendo in pieno centro sia diventato un locale acchiappa turisti.

Ci torneresti?
Probabilmente solo per bere un calice di vino locale insieme agli amici,







domenica 5 maggio 2019

Boldini e la moda - Ferrara, Palazzo dei diamanti 16 Febbraio - 2 giugno 2019

Haute Couture - Galliano per Dior 2005 - 2006
Lo spettacolare abito creato dal rimpianto Galliano per la Maison Dior, collezione Alta Moda 2005 - 2006 apre la mostra che Palazzo dei Diamanti ha dedicato ad uno dei suoi figli più illustri, il pittore Giovanni Boldini.

Ritratto di Madame Charles Max  - Boldini



Galliano nel crearlo si ispirò al celebre ritratto che Boldini fece alla cantante Madame Charles Max, magistralmente immortalata in uno "scabroso", per l'epoca ritratto, in cui questa bellezza bruna e sorridente, avvolta in un abito grigio perla, è colta nell'attimo di sollevare il lungo abito di seta ed in quell'attimo, in quel gesto così naturale e così libero, la spallina destra cade, lasciando completamente nuda la spalla.

Il critico Thiebault - Sisson del piccolo pittore ferrarese amava ed elogiava l'impareggiabile maestria di cogliere, con movenze e pose inaspettate, tutta la grazia delle sue modelle.

In questo Boldini non conosceva rivali.
Le donne erano la sua passione e per lui ben valeva il detto di Don Giovanni, "amarne una è fare un torto a tutte le altre".

Boldini, insieme a De Nittis e a Zandomeneghi rappresenta la trionfante trinità degli "italiens de Paris" più ricercati dal bel mondo, per la loro abilità nella ritrattistica. Tutti e tre nei loro quadri celebrano l'atmosfera cosmopolita ed illusoria della Belle Epoque, tuttavia sarà principalmente Boldini a stabilire, con i suoi ritratti ed il suo stile unico, fatto di sciabolate di colore, un nuovo codice stilistico e comunicativo che ancora oggi lo rende così attuale.






Boldini e la Moda - Palazzo dei Diamanti, Ferrara 16 febbraio - 2 giugno 2019

I corpi snelli e sinuosi delle sue modelle avvolti in stoffe sontuose, le loro pose di una sfrontata naturalezza, i loro sguardi così vivi, raccontano il momento di passaggio dalla dama ottocentesca alla donna moderna.

Le sue signore sono fascinose ed impeccabili sia quando impugnano il frustino per cavalcare al Bois de Boulogne, sia quando si devono recare ad un ricevimento.

Boldini immortala in più di un quadro l'avvenenza dell'attrice Alice Regnault, cavallerizza provetta fasciata nel nero abito da amazzone o stretta in un elegante corsetto.

Boldini e la Moda - Palazzo dei Diamanti, Ferrara 16 febbraio - 2 giugno 2019

Boldini ha saputo diventare lo splendido cantore di quella bellezza femminile eccentrica ed inquieta di inizio secolo e dei nascenti tempi moderni. 

Lo comprendevano le aristocratiche e le ricche borghesi, le attrici e le demi-mondaine, come le riviste di moda: il magazine Femina afferma nel 1909 che Boldini è il pittore della donna moderna, nel 1931 Vogue lo celebra  come il pittore dell'eleganza.

Boldini e la Moda - Palazzo dei Diamanti, Ferrara 16 febbraio - 2 giugno 2019

Il conte Robert de Montesquiou definì invece il suo caro amico come "l'albero tentatore di tutte le Eve" perché Boldini era ricercatissimo da tutte le donne che per rango o per denaro desideravano avere un ritratto eseguito dal piccolo ferrarese.

Consuelo  Vanderbilt,  Duchessa di Marlborough.

Bella tra le belle era sicuramente Consuelo nata Vanderbilt, che divenne l'infelice moglie di Charles Richard John Spencer - Churchill, 9° Duca di Marlborough. 

Consuelo fu una delle prime ereditiere della Gilded Age a sposare un aristocratico europeo: lei acquisiva il blasone, lui la sua cospicua dote con cui poteva mantenere ed iniziare i lavori di ristrutturazione di Blenheim Palace.

Boldini la ritrae splendida nel suo abito da sera nero, con il suo bel figlio Ivor, ma della madre classica questo ritratto nulla ha, quello che emerge è la donna, conscia di se stessa, della sua bellezza, del suo potere di seduzione, di fatto il matrimonio non durò e lei si risposò, finalmente felicemente, con Jacques Balsan, aviatore francese e proprietario di una fabbrica di tessuti.

Lady Colin Campbell 
Lady Colin Campbell, nata Gertrude Elisabeth Blood cercò appositamente Boldini in quanto era l'unico in grado di accettare la sfida di farle il ritratto.

Perché poteva essere pericoloso fare il ritratto di questa sofisticata lady? 
Perché la lady in questione non ci aveva pensato nemmeno un secondo a dare il benservito al marito farfallone Lord Colin Campbell che l' aveva infettata con la sifilide.

Una donna del genere che non accetta passivamente le infedeltà del marito è una donna pericolosa, quindi perfetta per essere una delle muse di Boldini.

Lady Colin dopo il calcio nel sedere dato al marito divenne scrittrice e giornalista.

Gladys Deacon seconda moglie del Charles Richard John Spencer - Churchill, 9° Duca di Marlborough. 

Dopo Consuelo, anche la seconda moglie del Duca di Marlborough posò per Boldini. Si tratta della socialite americana Gladys Deacon, 

Il suo ritratto è stato scelto come immagine della rassegna. Questa ragazza bella, indipendente ed intelligente, con dei meravigliosi occhi verde- azzurro piacque così tanto a Boldini, che il nostro caro pittore fece come Penelope: quando Gladys se ne andava dallo studio, Boldini cancellava quello che aveva appena dipinto, in questo modo avrebbe protratto le sedute con la deliziosa americana.

Queste sono ovviamente solo alcune delle bellissime donne, i cui ritratti potrete ammirare alla mostra, che viene chiusa con il dipinto della più Diva fra tutte: Luisa Casati Stampa,  qui vi lascio il link all'articolo che le ho dedicato tempo addietro: Luisa Casati Stampa, la divin marchesa.

Qui il link a Palazzo dei Diamanti






lunedì 29 aprile 2019

In viaggio con Bruno d'Arcevia: Arcevia

La sede del Comune di Arcevia
Bene cari e care, dopo avere lasciato Il paradiso del Re, ci siamo diretti ad Arcevia.

Appena arrivati la scala dei bisogni di Maslow di Gabry era azzerata e l'unica bionda che bramava era la sigaretta, ah mica si può rivaleggiare con l'adorabile tarlo della nicotina, e così mentre lui soddisfaceva con indolenza il suo vizio, io mi sono lasciata conquistare da un calcione, bello, paffuto, biondo e alquanto saporito.

Calcione, tipico dolce pasquale di Arcevia
Il calcione è il tipico dolce pasquale di Arcevia e Serra San Quirico, discende dalla tradizione contadina ed il suo sapore è a metà strada tra il dolce ed il salato. Viene fatto con farina, uova, pecorino, parmigiano, limoni. Io li ho acquistati presso il Panificio Pagnani che si trova nelle vicinanze del palazzo comunale.

Il Comune di Serra San Quirico gli dedica ogni anno, a maggio, una sagra: la Festa del Calcione.

Le Marche non sono ancora entrate nell'immaginario del turista italiano di massa e a differenza della Toscana, ad  aggirarsi tra i viottoli di questi paesini oltre a me e a Gabry, i turisti italiani si contavano sulla punta delle dita; immancabili invece gli stranieri, tedeschi ma soprattutto olandesi.

Chiesa di San Francesco, Arcevia
Lungo il corso principale potete visitare il Centro Culturale San Francesco che ospita il centro culturale arceviese, il museo archeologico, la biblioteca civica e la chiesa di San Francesco.

Chiostro dell'antico complesso conventuale dei Frati Minori, Arcevia
Nelle giornate di sabato e domenica potete trovare la deliziosa Sig.ra Annusca Ciotti che vi  illustrerà con passione la storia di questo luogo e degli artisti che vi sono esposti.

Particolare della biblioteca di Arcevia 
L'antico convento è stato trasformato in una biblioteca - museo e così gli arceviesi mentre scelgono quale libro leggere, possono passeggiare lungo stanze e corridoi in cui sono esposte in modo permanente le opere di Edgardo Mannucci e  del suo maestro Quirino Ruggeri.

Opere di Edgardo Mannucci presso la biblioteca di Arcevia
Edgardo Mannucci è stato uno dei più importanti esponenti dell'arte plastica informale europea e ogni anno ad Arcevia si tiene un importante premi internazionale di scultura a lui dedicato: il premio internazionale Mannucci.

Particolare della tela del pittore Bruno d'Arcevia
Nella biblioteca sono anche esposte le tele del celebre pittore Bruno d'Arcevia, e così finalmente vi svelo chi è il nostro personaggio di "in viaggio con"!

Bruno d'Arcevia è uno dei più quotati artisti sulla scena internazionale, esponente del Neo Manierismo. In questo particolare, di una composizione elaborata alquanto difficile da fotografare, l'artista si è ritratto al centro della scena, altero con corazza e mantello rosso.

Amico di critici d'arte e gente dello spettacolo, il neo manierismo di Bruno d'Arcevia ha conquistato anche la difficile coppia Celentano - Mori che ha acquistato uno dei suoi quadri, attualmente per loro gentile concessione, in esposizione proprio presso la biblioteca - museo del complesso di San Francesco.

Ed ora un piccolo quiz! Vediamo se avete spirito di osservazione. 
Bruno d'Arcevia nella sua elaborata composizione ritrae anche un suo amico, alquanto conosciuto, riuscite a scoprire chi è dalla fisionomia?
Bhe qui era molto giovane, ok, vi dò una mano: se dico "Capra! Capra! Capra!" chi vi viene in mente? Si, è proprio lui, Vittorio Sgarbi.

Ritratto di un critico d'arte - particolare di un'opera di Bruno d'Arcevia

Dopo avere salutato la nostra perfetta padrona di casa Annusca Ciotti, ci siamo diretti a visitare la Collegiata di San Medardo, chiesa risalente al Duecento, all'interno della quale si può ammirare l'altare della Madonna dei Miracoli opera del Della Robbia ed anche il Battesimo del Signorinelli.

Altare della Madonna dei Miracoli  del Della Robbia presso la Collegiata San Medardo - Arcevia

Il Battesino opera del Signorinelli presso la Collegiata di San Medardo - Arcevia
La nostra breve gita è terminata ai Giardini Giacomo Leopardi, dove potete rilassarvi godendovi il fresco e le vista sulle colline.

Se avete più di un giorno, allora potrete visitare tutti i nove castelli di Arcevia: Avacelli, Castiglione, Piticchio, Montale, Nidastore, Loretello, Palazzo, Caudino e se vi va, dormire come vi ho suggerito a San Pietro in Musio!
Qui sotto vi lascio tutti i link che possono esservi utili:
  1. Comune di Arcevia - portale del Turismo
  2. Ristorante Agriturismo Piccolo Ranch
  3. Il Paradiso del Re
Infine vi ricordo un evento molto succulento: Andando a Polenta. 
Si tratta di manifestazione gastronomica che si tiene in febbraio - marzo e che ha come protagonista la polenta ricavata dal pregiato mays ottofile di Roccacontrada e che viene preparata nei caldai di Rame
Particolare del Giardino Giacomo Leopardi di Arcevia